CAPITOLO 2 — Il Giudice Interiore
Dove scopriamo perché la parte più severa che hai dentro… non sei tu.
La voce che arriva sempre dopo
Dentro di te abita una voce che non perde occasione per intervenire.
Non è la Mente del primo capitolo — quella impulsiva, veloce, rumorosa.
Questa arriva dopo.
Con calma.
Con precisione.
Come se si sedesse, si schiarisse la gola e dicesse:
«Adesso parlo io.»
È il Giudice Interiore.
E lo riconosci subito: tono fermo, impeccabile… e quasi sempre intransigente.
Da dove nasce questa voce?
Non parla mai a caso.
È un eco delle cose che hai assorbito nella tua vita: frasi, aspettative, sguardi, regole non dette, confronti, paure di deludere.
Il Giudice è un archivista. Conserva tutto ciò che un tempo ti ha fatto stare “attenta/o”.
Non è cattivo: è antico.
E spesso… stanco.
Come entra in scena
Funziona così:
fai qualcosa — o non la fai — e arriva il commento secco:
-
«Potevi impegnarti di più.»
-
«Non era il momento.»
-
«Ecco che ci risiamo.»
-
«E se poi deludi qualcuno?»
Il Giudice non urla.
Constata.
Come se dicesse: “Non ti critico. Ti informo.”
Ed è lì che fa male.
L’inganno più grande
Questa voce sembra intelligente, matura, responsabile.
E proprio per questo ci caschiamo:
crediamo sia saggezza.
Ma è solo un vecchio automatismo.
Una parte che vuole proteggerti usando strumenti che non ti servono più.
Ti vuole al sicuro… ma ti chiude.
Il Giudice è l’allarme di una casa che non ha ancora capito che ora vivi in un quartiere tranquillo.
Esempio pratico
Hai un progetto che senti tuo.
Ti accende.
Stai per muoverti.
E arriva lui:
-
«Non sei pronta/o.»
-
«Potresti sbagliare.»
-
«E se poi non funziona?»
La Mente crea film.
Il Giudice crea sentenze.
E tu rimani ferma/o.
Come iniziare a vederlo per com’è
Non devi zittirlo, né combatterlo.
Devi riconoscerlo.
Quando arriva, puoi dire:
«Ok, ti vedo. Ma non decidi tu.»
È semplice.
E funziona perché crea distanza.
Ti ricorda che quella voce è una parte di te… non la tua verità.
Esercizio pratico (2 minuti) — La frase di sospensione
Ogni volta che senti un giudizio interno, ripeti:
👉 “È una voce, non un fatto.”
Una sola volta.
Poi ascolta cosa succede dentro.
La presa si allenta quasi subito.
Una riflessione da portare con te
Non sei i tuoi errori.
Non sei le tue paure.
Non sei quella voce che ti tiene piccola/o “per non sbagliare”.
Tu sei quella/o che guarda tutto questo.
E decide la direzione.
Il viaggio continua.
E, sì, diventa sempre più interessante.
Se ti ritrovi in tutto questo…
Continua a seguire questa pagina: passo dopo passo entreremo più in profondità, con esempi semplici e situazioni che vivi ogni giorno.
Se ti va, puoi anche lasciare un commento o una tua riflessione nel modulo qui sotto: è sempre bello leggere come questi spunti risuonano nella vita reale di ognuno.
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